Pero Cotogno

Categoria: FRUTTI ANTICHI

Originario dell'Iran e Turkestan il cotogno era coltivato in Italia gia' dai tempi dei Romani. Piccolo albero, dal valore anche ornamentale, puo' raggiungere  i 5/6 metri d'altezza ma solitamente ha dimensioni molto piu' contenute. Non teme il freddo invernale sopportando temperature quasi polari, evita le gelate tardive fiorendo in ritardo e resiste molto bene alle malattie in quanto non soggetto alle piu' gravi patologie fungine  e agli attacchi degli insetti parassiti che infestano i frutteti. Normalmente la messa a frutto arriva dopo il 3°/4° anno dall'impianto ma poi la produzione e' abbondante. E' sensibile al calcare che puo' portarlo a sviluppare una clorosi ferrica e alla siccita' estiva per il suo apparato radicale che e' superficiale. Il frutto e' di grossa pezzatura (400 gr), piriforme con la buccia che da verde vira al giallo oro intenso a maturazione ed e' ricoperto di peluria che scompare quando e' pronto per la raccolta. La polpa e' biancastra, poco dolce, astringente, facilmente ossidabile. Dopo la cottura diventa molto dolce per questo il pero cotogno si consuma cotto ed e' ottimo nella preparazione di marmellate, gelatine e mostarde. La maturazione avviene tra la meta' di settembre e la meta' di ottobre. I frutti si conservano anche per due mesi se messi in un locale asciutto con ricambio d'aria e senza toccarsi gli uni con gli altri. 

FRUTTO : antico, grosso, piriforme
POLPA: bianco-giallastra,poco dolce, astringente, facilmente ossidabile
BUCCIA: gialla oro intenso a maturazione
MATURAZIONE tra la meta' di settembre e meta' ottobre
CONSUMO: cotto, marmellate, gelatine
CONSERVAZIONE: 60 gg
RESISTENZA ALLE MALATTIE: elevata
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